Foto da: www.cosenzachannel.it

Petăr Žabov, un’illusione che viene da Est

Žabov, il colpo venuto dall’Est che fa sognare i tifosi del Cosenza

L’estate del 1998, per chi segue il calcio, è quella dei Mondiali di Francia, del bacio di Blanc alla pelata di Barthez, degli indici della mano di Roberto Baggio che si avvicinano a indicare la distanza che separeva l’Italia dalla semifinale. Ma per i tifosi del Cosenza, l’estate del ’98 è anche quella dell’attesa per il ritorno in B e di quella curiosa eccitazione che il mercato estivo genera. Come, in tutte le piazze, si attende che la società intervenga per portare a casa i giocatori adatti a una nuova categoria. È il periodo dei sogni ad occhi aperti e delle illusioni. Quell’estate nella città dei Bruzi l’illusione ha i caratteri cirillici di Petăr Žabov, centravanti bulgaro arrivato in Calabria dal prestigioso CSKA Sofia, forte di 25 gol segnati in 85 partite e un palmares che vanta un campionato e una coppa di Bulgaria.

Insomma, per una neopromossa, se non è un colpaccio ci siamo molto vicini. Dal canto suo Žabov, che nel giro di qualche settimana diventerà Jabov, ci mette poco a farsi notare. All’esordio contro i dilettanti del Longarone mette la firma due volte nel 14-1 finale. È il ritiro estivo e gli avversari piuttosto modesti ma il bulgaro si muove bene e stuzzica la fantasia dei tifosi del Lupo. Inizia il campionato e le giocate estive sono già un ricordo. Žabov o Jabov viene utilizzato con il contagocce sia da Sonzogni sia da De Vecchi e la rete rimane un miraggio. Per vedere il primo gol di Žabov i tifosi cosentini devono attendere il 21 febbraio e la sconfitta interna per 2-1 con il Toro. Quel giorno il centravanti bulgaro parte titolare e segna dopo soli 6 minuti, mandando in visibilio il Marulla: un gol tanto atteso quanto inutile al fine del risultato.  Contro il Torino, terzo in classifica, una sconfitta poteva starci, ma la notizia in quel di Cosenza è che il colpo dell’estate venuto da Est si è sbloccato. È la seconda illusione stagionale: Žabov infatti non troverà più il gol. I tifosi dal canto loro sembrano prenderla con filosofia, tanto da cucirgli addosso uno sprone tutto per lui. Petar Jabov, Petar Jabov. Quannu signa Petar Jabov, è il coro che comincia ad echeggiare tra i gradoni del Marulla.

Nonostante la quasi nulla prolificità, l’attaccante rimarrà a Cosenza anche per il campionato successivo. Dopo aver smaltino un infortunio Petar si prende il posto da titolare e tra il 12 dicembre e la Befana del Nuovo Millennio va a segno per tre partite consecutive. Il coro Petar Jabov, Petar Jabov. Quannu signa Petar Jabov ora è una hit. Fa gol anche il 31 gennaio nella sconfitta interna con il Ravenna, portando a 4 i centri stagionali. Poi però il meccanismo si inchioda: le presenze diventano rade come i capelli di uno che sta per diventare calvo.

Ma ai nastri di partenza del campionato 2000-01 Žabov è ancora presente, pronto per dimostrare che i gol realizzati con il CSKA non erano una casualità. Anche stavolta però sarà una delusione. Il Bulgaro viene utilizzato a singhiozzo e nel mercato di gennaio viene ceduto alla Lucchese in C. Il colpo internazionale del mercato estivo cosentino del ’98 se ne va dopo 39 presenze e 5 gol e soprattutto un treno di illusioni.  Žabov lascia Cosenza due anni e mezzo dopo il suo arrivo, dopo essersi misurato con un campionato di B tra i più tosti d’Europa e averci messo tutto il suo metro e ottantadue per superare le retroguardie avversarie.
A sorpresa però rimarrà per sempre in Italia: dopo la Lucchese – con cui segnerà il gol vittoria in un derby con il Livorno -, vestirà le maglie di Cesena, Pistoiese, Taranto, Nardo e Lecco. Segnerà sempre poco ma si farà apprezzare per il suo impegno in campo e la sua umiltà.

Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *